martedì 12 gennaio 2010

Il coprofago di Raudon

Le immagini mentali sono chiarissime: si tratta di un vero e proprio film scat che il cervello stanco proietta sulle mie palpebre dopo una giornata spossante. Il mangiatore di sterco striscia ai piedi di una bella donna che sta accovacciata, nuda. Le raggiunge l'ano e lo lecca avidamente. A un certo punto lei rilascia le feci e lui le prende in bocca, le mangia come se fossero pane e nutella. Ingoia gli stronzi, autentici pitoni bruni, e aspira i lezzi intestinali. Quindi, in preda all'ebbrezza mista all'umiliazione estrema, il suo fallo eretto si mette a spruzzare sperma senza nemmeno essere toccato.

Diario Nero dell'Esilio XXV

Nel borgo che i Celti Insubri chiamavano Raudon vive un coprofago. Così ho letto su un quotidiano nel vasto Web: è un uomo che invita le donne a casa sua e mangia le loro feci. Ingoia lo sterco, lo ingurgita dopo avero masticato a lungo. Egli considera le feci uscite dall'ano femminile come il prodotto terminale di una paziente opera di osmosi, con cui la donna assimila l'Universo e lo trasforma, distillandolo. Così, quando si ingozza di escrementi, costui crede di celebrare una forma di eucarestia panteista e di diventare egli stesso Dio.  

domenica 10 gennaio 2010

Diario Nero dell'Esilio XXIV

Un pianeta a forma di pera, sfigurato dalla spaventosa forza di attrazione di un sole di dimensioni microscopiche. Un gorilla dal pelo fulvo, che si cimenta nella raccolta di grosse termiti bianche dal corpo molliccio. Un pagliaccio che cerca di intrattenere una gang di rettiliani armati di spranghe in una New York futuribile. Frammenti di immagini mentali che emergono dai miei ricordi, come schegge impazzite di Nulla che si conficcano proprio nel nucleo gelido del Vuoto.

Diario Nero dell'Esilio XXIII

Mentre la sonnolenza mi coglie sulla poltrona, mi auspico la comparsa di un entomologo talmente sapiente da essere capace di raccogliere informazioni sulle lingue usate dalle formiche per comunicare tra loro. Un autore potente, in grado di comporre autentici vocabolari mirmecologici. Cosa accadrebbe, rispondetemi, se veniste a sapere che la geografia dei formicai non ha nulla da invidiare a quella delle nazioni degli uomini? Provate a pensarci: ogni colonia di quei minuscoli insetti sociali conosce tutto ciò che è noto agli uomini. Guerra, ubriachezza, agricoltura, schiavitù, gerarchie, persino matematica, filosofia e religione!

Diaro Nero dell'Esilio XXII

Vago ricordo di un laboratorio sotterraneo. Estenuanti misure interferometriche e condizioni disagevoli da cui la mia nascita nobile non mi ha esentato.

venerdì 8 gennaio 2010

Diario Nero dell'Esilio XXI

Impressione anomala di avere un microscopico asteroide in rotta di collisione con la mia ipofisi. Non c'è corrispondenza tra il cosmo fisico e il mio microcosmo solipsistico. Per quanto cerchi di far collimare queste due realtà, proprio non ci riesco. Il sospetto è che la prima, a livello macrocosmico, sia soltanto una costruzione delirante irradiata in non so che modo dalla seconda. Illusione di potermi quietare nell'Estinzione, in un vuoto senza confini dove nessuna sensazione mi possa ancora perseguitare.

Diario Nero dell'Esilio XX

Abitare in un paese pieno zeppo di milf succhianti e non trovarne nemmeno una disposta a provocarmi la fuoriuscita del materiale genetico. Per forza, lo stesso paese in cui penso di vivere è soltanto un'illusione. In realtà la mia situazione è molto peggiore: mi trovo in un batiscafo e sono immerso in un abisso senza fondo, fatto di etere più pesante del piombo.

Diario Nero dell'Esilio XIX

Un potente re viveva in un atomo di plutonio, ma nel corso del decadimento il suo reame fu distrutto. Così almeno si narra.

mercoledì 6 gennaio 2010

Diario Nero dell'Esilio XVIII

Illusione. Per una frazione di microsecondo credo d'aver intravisto una falla nell'Ologramma. Poi tutti si stempera in borborigmi cognitivi.

Diario Nero dell'Esilio XVII

Il glande è coperto dal prepuzio mentre esce lo sperma.